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| 30.3- Il racconto del Ciclo 3 | |
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Il
ladro usa l'uovo come una specie di lasciapassare. Sembra
pił nobile, attraversa
indisturbato la cittą, le caserme
ed i
templi, discende le scale che portano ai magazzini, ai serbatoi crepati
e alle fognature, segue i piccoli rivoli d'acqua che attraversano le
fondazioni... |
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...attraversa torrenti che si gettano in fiumi che alimentano paludi... |
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...e finalmente raggiunge le rive del Mare Interno, dove siede e aspetta le
migrazioni delle madri esterne, le sirene, le ultime a svegliarsi dal letargo,
creature
misteriose e possenti. E quando una di
loro si
avvicina troppo alla riva per scaldarsi, la arpionano... |
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...e
la cavalcano per giorni e giorni, finchč non
sono sfinite e non ricevono nella loro
grande bocca il quinto e ultimo uovo. Dopo che si separano, il ladro
torna alla sua foresta, braccato dai soldati, mentre le sirene
prorompono in languidi canti, si riuniscono in grossi banchi e
scompaiono danzando nelle profonditą del mare. |
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E dalle
profonditą del mare le uova si schiudono e
piccole larve vengono a galla, amorevolmente accudite dalle
viaggiatrici. Esse liberano dei resti del guscio le larve di sirena e le
lasciano
guizzare nel mare a cui appartengono. |
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Le altre larve
le annidano nei loro lunghi
capelli e si mettono in cammino. Dopo poco, sincerandosi che non ci
siano ladri
affamati nei dintorni, nascondono le loro consorelle in luoghi sicuri e
ricchi
di cibo, dove potranno crescere indisturbate ed intraprendere da sole
il loro
primo viaggio. |
| 30.4- Il Racconto del Ciclo 4 | |
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